Kyria Firenze 1867

BLOGCaccia al conservante

La cosmetica non è un'opinione:

perché la "caccia al conservante" è il fallimento della chimica formulativa

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Negli ultimi anni la narrazione cosmetica è caduta in una trappola pericolosa: la semplificazione estrema.

Siamo stati abituati a dividere gli ingredienti in “buoni” e “cattivi” basandoci solo sul nome, ignorandone la funzione, il contesto e la formula complessiva.

Giudicare un ingrediente isolandolo dal sistema in cui lavora è l’errore n. 1 in cosmetologia. 

Un conservante non è un’entità astratta; deve essere corretto, coerente e funzionale al prodotto che lo ospita.

Tuttavia, la cosmetologia non è una materia per appassionati di etichette, ma una scienza complessa. Come spiega l’Ing. Corradini (Docente al Master di II livello presso l’Università Carlo Bo di Urbino e Valutatore della Sicurezza), esiste una differenza abissale tra “leggere un ingrediente” e “comprendere una formula“.

Il concetto di Dermo-affinità: oltre la "Chimica"

Mentre molti si spaventano davanti a nomi tecnici, la ricerca si muove verso il biomimetismo e la dermo-affinità.

Cosa significa? Significa utilizzare molecole, come i peptidi o alcuni sistemi conservanti, che il nostro corpo non respinge, ma riconosce. Sono sostanze “biomimetiche” che si nascondono nei nostri sistemi per arrivare esattamente dove devono agire, confondendosi con i peptidi prodotti naturalmente da noi.

Il problema non è il conservante: è non sapere come funziona la chimica cosmetica

Il perimetro del “Bio”: I 5 conservanti ammessi e i grandi esclusi

Per un professionista, la scelta non è frutto di opinioni, ma di disciplinari rigorosi (COSMOS, Ecocert, Natrue). Ecco la demarcazione tecnica che chiarisce perché usiamo certi sistemi:

I 5 conservanti ammessi in deroga (Standard Bio)

Questi 5 sistemi sono gli unici autorizzati dai principali enti di certificazione per il loro basso impatto e l’altissimo profilo di sicurezza:

Sodio Benzoato

Il sale dell'acido benzoico, dermo-affine e di grado alimentare.

Potassio Sorbato

Il sale dell'acido sorbico, imbattibile contro muffe e lieviti.

Acido Salicilico

Ottimo antimicotico, ma oggi sotto stretta osservazione per possibili riclassificazioni (CMR 2).

Acido Deidroacetico

Efficace, ma con il limite tecnico di reagire con aminoacidi e proteine, rischiando di far virare il colore del prodotto (l'effetto "cappuccino").

Alcol Benzilico

Storicamente valido, ma oggi evitato da molti perché è un allergene che deve comparire obbligatoriamente in etichetta, creando allarmismi ingiustificati.

I conservanti vietati nelle formulazioni Green

Quando si parla di conservanti nelle formulazioni “green”, è importante chiarire un aspetto spesso frainteso.

Nel Regolamento 1223/2009, l’Allegato V raccoglie i conservanti ufficialmente classificati come tali, tra cui parabeni, fenossietanolo, isotiazolinoni e altri sistemi tradizionali. Sono ingredienti consentiti, ma spesso esclusi nei protocolli bio per valutazioni tossicologiche o ambientali.

Esiste però un’altra strategia formulativa.

Kyria utilizza anche attivi multifunzionali come sodio levulinato e sodio anisato, che non sono presenti in Allegato V perché non classificati come conservanti, ma contribuiscono comunque alla protezione microbiologica del prodotto.

È ciò che viene definito un sistema di conservazione multifunzionale.

Dermo-affinità vs Biomimetismo: Facciamo chiarezza

Esiste spesso confusione tra questi due concetti chiave:

Biomimetico: È una molecola che “si nasconde” nei nostri sistemi (come i peptidi, es. Acetile Peptide-8). Viene riconosciuta dal corpo perché simula le molecole prodotte naturalmente da noi per arrivare al bersaglio.

Dermo-affine: È un ingrediente che lavora in perfetta coerenza con la struttura della pelle. Il Sodio Benzoato e il Potassio Sorbato sono definiti dermo-affini perché non aggrediscono la barriera, ma ne rispettano la fisiologia.

La parola alla Scienza: L’Ing. Corradini

(Università di Urbino)

Facciamo parlare i dati accademici. Durante i corsi del Master di 2° livello all’Università Carlo Bo di Urbino, l’Ing. Corradini ha chiarito un concetto che dovrebbe essere il mantra di ogni cosmetologo:

“Alcuni sistemi conservanti non sono semplici additivi tollerati: sono dermo-affini. Lavorano per mantenere l’integrità della formula e della pelle in totale coerenza biologica.”

Se un sistema è studiato da decenni, regolamentato dall’UE e validato dall’EFSA con limiti di sicurezza (ADI) rigorosi, su quali basi scientifiche poggia la provocazione? La tossicità è bassa, la genotossicità assente, la sicurezza garantita dai dati. Il resto è narrazione.

La “Trappola” delle Sostanze Tecniche

Un vero professionista sa che l’INCI non dice tutto. Esistono le sostanze tecniche: conservanti già presenti nelle materie prime (come gli estratti glicerici) per garantirne la stabilità prima dell’uso. Un formulatore esperto calcola la sinergia additiva: monitora i conservanti che “entrano” con gli estratti per non superare i limiti di sicurezza imposti dall’SCCS (Comitato per la salute del consumatore). Questa è la differenza tra un prodotto improvvisato e un cosmeceutico d’eccellenza.

“Se l’SCCS o l’EFSA fossero preoccupati, avremmo già delle ‘Opinion’ restrittive. Ad oggi, Benzoato e Sorbato restano lo standard aureo per chi vuole un prodotto sicuro, efficace e realmente dermo-affine.”Ing. Corradini

La verità tecnica:

Perché Sodio Benzoato e Potassio Sorbato?

La provocazione di chi demonizza questi sali ignora la chimica formulativa.

  1. Attivazione e pH: Il Sodio Benzoato si attiva trasformandosi in acido benzoico solo in ambiente acido, tra 5.25 e 5.75. Questo è esattamente il range isodermico (il pH della pelle). Usarli non è una scelta “comoda”, è una scelta coerente con l’ambiente cutaneo.
  2. Sicurezza Alimentare: Questi conservanti sono presenti negli sciroppi per la tosse e negli insaccati. Se l’EFSA e l’SCCS (Comitato per la salute del consumatore) ne garantiscono la sicurezza ingerita, la loro sicurezza topica è fuori discussione.
  3. Sinergia Additiva: Un formulatore esperto deve considerare anche le “sostanze tecniche”: conservanti già presenti nelle materie prime (come gli estratti glicerici) per garantirne la stabilità. Solo una formula bilanciata evita che la somma di questi conservanti superi i limiti di legge.

I vincitori? Sodio Benzoato e Potassio Sorbato.

Sono definiti conservanti dermo-affini. La loro sicurezza è tale da essere utilizzati massicciamente nell’industria alimentare (sciroppi per la tosse, insaccati). Se fossero pericolosi, non supererebbero i rigidi protocolli EFSA e non sarebbero i pilastri dei prodotti certificati Cosmos e Vegan.

Naturale vs. Sicuro: la grande ipocrisia

Diciamolo chiaramente: un cosmetico “naturale” ma mal conservato è un pericolo pubblico. La contaminazione microbica non è un’ipotesi, è un rischio reale che causa dermatiti e infezioni. Chi demonizza i sistemi conservanti sicuri e testati sta, di fatto, promuovendo prodotti potenzialmente instabili.

  • Il Professionista capisce la formula.
  • Il Dilettante legge solo i nomi sull’etichetta.

La domanda è una sola

Vogliamo continuare a inseguire i trend della “Clean Beauty” basati sulla paura, o vogliamo tornare a parlare di conoscenza applicata?

La verità scientifica sul pH e l'Attivazione

La provocazione spesso cade sulla presunta “aggressività” di questi sali. Ecco la risposta tecnica inoppugnabile: Il Sodio Benzoato non lavora da solo. In formula, a un pH compreso tra 5.25 e 5.75 (esattamente il range isodermico della pelle), esso libera Acido Benzoico.

È l’acido benzoico il vero agente conservante, ed è perfettamente coerente con l’ambiente cutaneo. Chi demonizza questi ingredienti sta ignorando la chimica di base: questi sistemi non sono “aggiunti”, sono funzionali alla fisiologia della pelle.

Sicurezza supervisionata: il ruolo dell'SCCS

Tutto il nostro lavoro è supervisionato dall’SCCS (Scientific Committee on Consumer Safety). Se ci fosse anche solo il minimo sospetto di tossicità sistemica, l’SCCS emetterebbe una “Opinion” restrittiva, come fatto per il fenossietanolo o la clorofenesina. Sul Sodio Benzoato, le evidenze scientifiche sono solide da oltre 25 anni (studi SCCTP anni 2000). La sicurezza è legata alla qualità delle materie prime e alla valutazione delle “sostanze tecniche” (i conservanti già presenti negli estratti glicerici per garantirne la stabilità).

La prossima volta che sentite criticare un sistema conservante basato su Benzoato e Sorbato, chiedetevi se chi parla conosce la tossicocinetica o se sta solo leggendo un’etichetta. La cosmetica funzionale non si ferma alla superficie: usa emulsionanti bio-mucoidi come carrier per portare i principi attivi in profondità, e per farlo serve una base microbiologicamente blindata e dermo-affine.

La scienza non accetta deroghe. Noi nemmeno.

 

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